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Oggi, nel mondo del fast-fashion e con un pianeta che sempre di più risente delle azioni dell’uomo anche ciò che indossiamo fa la differenza. Ogni volta che acquistiamo un capo di abbigliamento possiamo mettere in campo una scelta e supportare le pratiche migliori. La circularity nella moda si muove su questi binari per consentire ad ogni persona di far parte di una economia che non spreca e che regala nuova vita ad ogni capo di abbigliamento.

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  • Economia circolare

    L’economia circolare, infatti propone un nuovo concetto di industria della moda: per la prima volta un capo di abbigliamento riesce ad avere più vite e compiere un lungo percorso prima di essere buttato via. Oggi la catena di produzione della moda si basa su un processo lineare che non riesce a smaltire tutto quel che produce e vende. Enormi quantità di risorse non rinnovabili vengono utilizzate ogni giorno per implementare la filiera del fashion e produrre i capi che amiamo.

    La verità è che produciamo molto di più di quel che consumiamo e che consumiamo più di quanto dovremmo. Molti dei capi prodotti vengono acquistati e mai indossati e una ingente parte rimane invece invenduta e diventa scarto.
    Andare verso un sistema di economia circolare significa ridurre lo spreco, permettere ad un abito di avere più vite e moltiplicare i suoi usi.

Noleggiare significa anche questo: poter regalare ad un abito importante ed unico varie vite. Nel nostro processo tutti gli abiti che conservano lo stato di nuovo vengono noleggiati e poi una volta raggiunto il loro massimo utilizzo vengono rigenerati e messi in vendita allungando nuovamente la loro vita. Nonostante l’economia circolare sia nel nostro Dna la sfida che proponiamo però è ancora più ambiziosa: ci impegniamo ogni giorno affinché il nostro business abbia un impatto totalmente positivo per il pianeta.

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  • Crediamo che il futuro della moda non possa prescindere dalla circolarità ossia da quel processo che restituisce più utilizzi ad un capo opponendosi a quel consumo frenetico che negli ultimi anni abbiamo chiamato “fast-fashion”.
    L’economia circolare, che promuoviamo, si basa sul principio di ridurre al massimo l’inquinamento e gli scarti allontanandoci dal consumo di risorse non rinnovabili. Le stime ci raccontano che ogni secondo 2400 kg di rifiuti tessili vengono bruciati e portati in discarica. Meno dell’1% di questi capi può essere riciclato.

    Entro il 2025 il peso di abiti buttati sarà equivalente al peso dell’intera popolazione mondiale.


    L’opportunità di poter contribuire in modo rilevante a questa nuova entusiasmante sfida è motivo di grande orgoglio e ci consente di pensare un futuro in cui i prodotti di oggi diventeranno le risorse di domani.