The female power: come la donna ha creato lo slow fashion

Riciclare un abito da sposa, avere un  paio di scarpe preferite ed usarle fino a logorarle, comprare un abito da sogno per una sera speciale salvo poi farsi venire il magone riguardando il cartellino, per tutte noi sembrano azioni banali. Non lo sono se si parla di mondo dello spettacolo e addette alla moda. O almeno non lo erano. Qualcosa però sta  inesorabilmente cambiando, restituendo, di fatto, un valore agli abiti e al gusto personale. Fashion blogger, nuove e vecchie star hanno intuito che il vero stile non è cambiare ogni giorno ma risultare nuovi ogni volta sapendo ritrovare la bellezza nei capi di valore piuttosto che nel continuo cambio di rotta. Una delle pioniere è stata sicuramente Kate Middleton che più volte si è fatta immortalare con lo stesso outfit cambiando i soli accessori. Una scelta dettata da molti fattori: il non voler strafare prendendo denaro dalle Casse del Regno e l’arrivo dei conti al suocero Carlo che dal matrimonio in poi si è offerto di pagare i vestiti della duchessa; ma anche l’interesse da parte della futura regina di Inghilterra a rifiutare molti degli standard reali per rendersi di fatto una donna normale. Elisabetta II e la suocera Camilla non sono da meno così come altre donne nelle corti europee hanno adottato la stessa politica di riuso scegliendo abiti assolutamente ben fatti e garantendo loro un tempo di utilizzo, un valore che non è più rapido ma d’esperienza.

Kate Middleton. La duchessa di Cambrige è stata una delle prime a fare del riuso una sua priorità. Molti dei suoi abiti sono usati più volte durante le occasioni ufficiali.

 

 

Anne Wintour, mitica direttrice di Vogue Usa, ha scelto le sue scarpe preferite e le compra sempre uguali dal 1994 sfoggiandoli sotto ogni outfit.

 

In America ad aprire le danze del nuovo modo di pensare la moda è stata Michelle Obama, seguitissima per i suoi look sempre eleganti e raffinati. Proprio lei, infatti, ha sdoganato l’idea del “nuovo” ad ogni costo reinventando i suoi look con accessori diversi e sapendo donare agli abiti un qualcosa di speciale ogni volta. È quello che oggi viene chiamato ”female power”, il potere femminile, di poter essere chi si vuole senza sottostare ai ritmi frenetici della moda ma dettando un proprio tempo fatto di scelte e gusto personale.

Michelle Obama, paladina dello stile oltreoceano ha portato in auge il power dress riuscendo a modificare l’idea del “nuovo è meglio”.

Un esempio fra tutte è Livia Firth produttrice e moglie di Colin Firth che già da tempo rilascia interviste sull’importanza di educare i bambini a non buttare e a dare loro il buon esempio proprio con gli abiti, ricucendo ed intervenendo lì dove si può. Un modo di pensare e di agire molto distante da quello di tante star viziate che la rende sicuramente più vicina alla vita di tutti i giorni.

Livia Firth, è stata una delle prime a parlare di valore degli abiti e di educazione dei bambini tramite l’abbigliamento.

Il female power è anche questo, ribellarsi ad un contesto, scegliere con la propria mente, regalarsi delle esperienze anche se contro corrente. A ribadirlo anche libri e studi di settore che suggeriscono modi di ripensare alla moda come “Modemanifestet” di  Sofia Hedstrom  che citando  Vivienne Westwood ricorda:  ”compra meno, pensa di più". E proprio dall’analisi di come questo fenomeno è nato viene spontaneo rifarsi al boom di affitti dovuti alla diffusione del luxury rent. Un fenomeno esploso dopo l’uscita del film di Sex and The City in cui l’assistente di Carrie, Louise di Saint Louis,  affittava i suoi accessori di lusso non potendoli comprare. Fu lì probabilmente che capimmo che noleggiare qualcosa, desiderare qualcosa e scegliere di averlo per un po’ senza mortificare mai quegli oggetti di enorme valore richiudendoli dopo poco nell’armadio e gettando la chiave, era una cosa che poteva convenire. Viene dalle donne questo nuovo valore delle cose che non è solo estetico ma di fattura. Se infatti si inizia a riconoscerlo allora il vestito cambia la sua importanza e si viene liberati dalla costrizione del dover cambiare sempre scegliendo qualità scadenti e sistemi di moda fast food. Il potere di essere quello che vuoi sempre, con l’abito della tua vita per una sera per poi ritornare il giorno dopo alla vita di tutti i giorni, regalandoti un’esperienza unica.

 

Louise, assistente di Carrie nel film Sex and the city è la prima trasposizione cinematografica del fenomeno del luxury rent. Grazie al personaggio interpretato da Jennifer Hudson iniziò a nascere un nuovo tipo di mercato.

Non si deve rinunciare alla bellezza né eliminare il desiderio. La richiesta che con l’avvento del female power viene rivolta alla moda è molto diversa: ritornare a capire la bellezza di ogni singolo abito e dargli un valore. Perché quando gli oggetti hanno davvero valore rimangono e diventano davvero preziosi, talmente tanto che non è più necessario possederli perché la bellezza e le occasioni in cui sfoggiare abiti importanti sono poche ma la sensazione di avere indossato qualcosa di unico in una sera speciale rimane per sempre.

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