Rosso, verde e oro: i colori del Natale!

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie risulta evidente come alcuni colori, sempre gli stessi, invadano le strade ogni anno. Un rosso accesso, un verde che ricorda gli alberi di montagna e un oro tenue a tenere insieme corone, addobbi e suppellettili. Solo un caso? In effetti no. Molte motivazioni storiche e culturali si nascondono dietro la scelta di questi specifici colori.  Il verde è sicuramente uno dei colori utilizzati durante il periodo natalizio soprattutto per la  massiccia presenza di alberi di Natale in tutte le case e per le strade. Molti non sanno che l’albero di Natale era antichissimamente l’Albero del Paradiso, un albero che veniva ornato da piccoli oggetti, fiaccole e campane. Le luci dorate prodotte dalle fiaccole che adornavano l’albero, si pensava, corrispondessero ad altrettante anime. Da questa tradizione e da quella degli Alberi Cosmici, come ad esempio l’abete sacro ad Odino, deriva la nostra tradizione natalizia. Emblemi del rinnovarsi della vita, di origine e rinascita, gli alberi ed il verde simboleggiano un momento di gioia, di cambiamento positivo. L’uso moderno dell’albero di Natale nasce probabilmente intorno al 1441 in Estonia a Tallin o secondo la “Cronaca di Brema” nel 1570 a Riga;  molti alti pensano invece sia di origine tedesca.  In Germania, infatti, si usava fare un gioco religioso chiamato il “Gioco di Adamo ed Eva” in cui le piazze venivano riempite di abeti sempreverdi,  reputati magici e divini per questa loro caratteristica. Proprio sotto l’abete venivano anche posati i bambini portati dalla cicogna. Questo aspetto rituale e magico li portò già dal secolo successivo nelle case dove iniziarono ad essere decorati con candele per interni. Mentre in Germania e nelle regioni a nord del Reno la tradizione dell’Albero di Natale e dei colori giallo e verde era ormai consacrata come peculiare di un dato periodo dell’anno nel resto d’Europa questa tradizione iniziò ad espandersi solo dopo il Congresso di Vienna e nelle corti iniziò a diffondersi fra il 1816 ed 1840. In Italia fu la Regina Margherita, la prima ad addobbare un abito di Natale nella seconda metà dell’Ottocento al Quirinale. Di lì a poco la moda si diffuse in tutta Italia. Una diffusione abbastanza anomala se si pensa che è una delle poche tradizioni straniere ad essere arrivata in Italia prima del suo exploit consumistico.

 

Albero di Natale di fine Ottocento.

 

 

Per quel che riguarda il rosso, altrettante sono  le tradizioni e gli addobbi natalizi legati a questo colore.  Il rosso, colore del sangue e del fuoco,  ha infatti caratteristiche evocative per gli uomini. Il colore rosso è associato anche, fra le altre cose, al solstizio d’inverno che cade fra il 22 ed il 23 dicembre.  Durante il solstizio, infatti, si festeggia la notte più lunga dell’anno, poiché, da quel momento in poi le giornate ricominceranno poco alla volta ad allungarsi. Da questa osservazione astronomica derivarono molti dei riti propiziatori dedicati al sole nascente per il nuovo anno di raccolto affinché fosse abbondante.  La pianta sacra del Solstizio d'Inverno è il vischio, pianta simbolo della vita in quanto le sue bacche bianche e traslucide richiamano alla mente l’idea riproduttiva umana del concepimento. Il vischio era considerato una pianta discesa dal cielo, figlia del fulmine. Simbolo dell’eternità perché di provenienza divina e di rigenerazione ha in sé la potenza dell’istante e dell’eternità. La pianta partecipa sia del simbolismo dell'eternità che a quello dell'istante, simbolo di rigenerazione ma anche di immortalità. Oggi nelle nostre case durante il Natale si utilizza per la maggior parte il vischio rosso, mentre in origine si utilizzava il vischio bianco simbolo di purezza.

 

 

Il vischio è la pianta simbolo del Solstizio d'Inverno. E' considerata una pianta discesa dal cielo, figlia del fulmine.

 

 

Rosso anche il colore di uno dei personaggi più celebri delle festività natalizie: Babbo Natale. Molti sostengono che Babbo Natale, per come oggi lo conosciamo, sia nato nel 1931 per reclamizzare la CocaCola grazie al sapiente lavoro di un pubblicitario di nome Sundbolm che uniformò i colori della celebre bevanda a quelli di Babbo Natale. Originariamente Babbo Natale sarebbe stato anche raffigurato in sella ad un cavallo bianco e non sulle renne. In realtà l’immagine di Babbo Natale in bianco e rosso esisteva già dal 1863 e fu creata da Thomas Nast ispirandosi alla celebre leggenda di Santa Claus. Sant Claus ebbe origine in realtà da Sinterklaas, il nome olandese del personaggio fantastico derivato da san Nicola, che viene chiamato anche Sint Nicolaas e che veniva di solito rappresentato con mantello verde. Una delle prime cartoline con il classico Babbo Natale, per come noi oggi lo conosciamo, risale al 1886 e fu creata da Luois Prang.

 

Molti pensano che Babbo Natale, per come oggi lo conosciamo, sia nato nel 1931 per reclamizzare la CocaCola dalle mani del pubblicitario di Sundbolm che uniformò i colori della celebre bevanda a quelli di Santa Claus.

 

 

 

Per ultimo il colore oro, presente sia nelle descrizioni del verde che del rosso poiché altro non è che la rappresentazione della luce, simbolo del sacro, del magico e del sole. Metallo nobile per eccellenza è simbolo di verità e saggezza. Questi tre colori dunque insieme creano i panorami natalizi e regolano gran parte dei colori presenti delle nostre città nel mese di dicembre. Inutile dire che il rosso regola anche un codice di abbigliamento durante il capodanno quando, si dice, bisogna assolutamente indossarlo affinché si entri con il piede giusto nel nuovo anno. Simboli di fortuna e di festa i colori del Natale sono anche colori d’abbigliamento utilizzatissimi durante questo periodo. Non resta allora che scegliere il vestito adatto all’occasione, consapevoli di portarsi addosso un piccolo amuleto portafortuna.

 

 

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