Intramontabile bustier...

Oggi visti come accessori ultrafemminili, i bustier hanno una lunga storia da raccontare. Per secoli, difatti, i corsetti hanno fasciato la vita delle donne aiutandone il potere seduttivo. I primi bustier conosciuti appartengono al XVI secolo ed erano composti da una cella di metallo a punta sul davanti ed una inquietante serratura con cui veniva chiuso a chiave sulla schiena. Scomodi e dolorosi i primi busti scomparirono ben presto lasciando il posto a modelli più morbidi composti da stecche di balena o vimini. Scollato e molto attillato il bustier incarna, invece, la donna del 1700; secolo in cui il corsetto fu abbinato al Panier, lo scomodo cesto ovale che rendeva la silhouette femminile molto larga. Fu con la diffusione delle idee illuministe, che proclamavano una libertà maggiore nel costume, che il bustier scomparve per circa trenta anni. Quando il corsetto ritornò, nel primo trentennio del 1800, ritrovò la sua fama intatta. La vita sottile è, d’altra parte, uno degli elementi considerati fondamentali per l’attrazione erotica; in gran parte dei secoli dalla sua creazione ad oggi il bustier ha cercato di assecondare questo tipo di forma. Nel corso dell’Ottocento la massima ambizione divenne per l’universo femminile l’avere una vita che non superasse i 40 centimetri di larghezza, in netto contrasto con le misure spropositate della gonna. Rese indipendenti da nuovi tipi di lacci incrociati le donne poterono iniziare a mettere il corsetto da sole. Con il passare del tempo la forma del bustier cambiò prendendo anche i fianchi e formando sul fisico femminile una linea ad “S”. Stava per nascere una donna nuova più libera ma piena di contraddizioni: alle donne, per esempio, non era concesso neanche fare attività sportiva senza questo capo considerato indispensabile. Le idee dell’epoca rispetto alla funzione e le qualità mediche del corsetto erano davvero molto approssimative. Si pensava che potesse curare la paralisi e se ne inventarono addirittura di elettrici e con opzione antiruggine.

Il corsetto di Maria Antonietta allungato e rigidissimo a confronto con il bustier del 1930, più morbido e confortevole

 

Famosa scena di “Via col vento” in cui si vede lo sforzo Rossella O’Hara nell’inserire lo stretto corsetto.

Le donne di oggi devono ringraziare la figura di Paul Poiret che riuscì con le sue creazioni a stravolgere tutte le convenzioni. Il sarto francese, primo stilista di moda del mondo moderno, è stato l’inventore dello stile impero. Le gonne lunghe e strette e la vita alta iniziarono ad imporsi in fretta dal 1910.  Fu Dior a riportare in auge il bustier nel 1947 facendone uno dei componenti del celebre New Look e trasformandolo in una sorta di guêpière. Le donne, però, stavano cambiando, erano diventate davvero più libere, lavoratrici e sportive non volevano più portare un capo così scomodo. Da quel momento in poi il bustier nel vero senso della parola scomparve. Una delle versioni più nuove ed iconiche del corsetto è sicuramente quello rosa con il seno a punta reso celebre da Madonna. La cantante fece diventare il bustier creato da Jean Paul Gaultier il simbolo della trasgressione e della nuova indipendenza femminile degli anni ’80. Inserito come parte superiore degli abiti e non più considerato solo biancheria oggi, il corsetto, è diventato il simbolo di una sensualità elegante anche grazie alla versatilità dei nuovi modelli e alla praticità della loro consistenza. Declinato nelle sue accezioni bon ton e retrò e rimodernato nelle ultime collezioni il bustier conserva qualcosa di magico. Di stagione in stagione si modifica, confermandosi un capo senza tempo ma mai fuori moda.

Il bustier cambiato e modificato indossato da due icone del cinema: Sophia Loren e Marilyn Monroe.
Il famosissimo corsetto indossato da Madonna negli anni ’80 e firmato da Jean Paul Gaultier.

 

Alcune immagini delle più recenti collezioni. I bustier sono finalmente comodi vivaci, seducenti e femminili.

 

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