Goodbye Venice!

Appena finito il festival di Venezia, edizione 2014, si tirano le somme dei vincitori e dei vinti. La 71° edizione ha visto un gran numero di film italiani, una giuria internazionale di grandissimo livello e celebrity di tutto il mondo affollare le strade ed i red carpet della famosa manifestazione. Un grandissimo impegno mediatico ha riportato sui tabloid questo evento che, forse non tutti sanno, ha una grande storia da raccontare. Era il lontano 6 agosto del 1932 quando la Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia aprì per la prima volta i battenti. Nacque dalla lungimiranza del presidente della Biennale di Venezia, il conte Giuseppe Volpi di Misurata, e della sua squadra. Nacque in quel momento la prima manifestazione internazionale in Europa dedicata al cinema: prima di Venezia solo gli Oscar nati nel 1929, mentre nacquero molto dopo il festival di Cannes (1946) e l’ormai celebre Berlinale (1951). La prima edizione si svolse sulla terrazza dell’Hotel Excelsior sul Lido di Venezia. Non era allora una rassegna competitiva ma vennero presentate nel nostro Paese delle pellicole che sarebbero diventate parte della storia del cinema: il primo “Frankestein”, “Proibito” di Frank Capra e “Grand Hotel” diretto da Edmund Goulding. Si assistette in quella prima edizione ad un fenomeno che sarebbe diventato poi importantissimo per la riuscita mediatica del festival: l’arrivo delle star. L’inaspettata partecipazione di idoli della folla come Greta Garbo, Vittorio de Sica, Clarke Gable o John Barrymore, solo per citarne alcuni, scatenò le fantasie della popolazione e portò nelle sale cinematografiche più di 25.000 spettatori, un numero per l’epoca impensabile.

1932, bellissima fotografia d’epoca mostra la sala allestita per la prima edizione della mostra.

 

La seconda edizione della mostra si tenne nel 1934. Inizialmente, infatti, la rassegna era legata alla Biennale di Venezia, di cui rispettava date e cadenza. Iniziò dalla seconda edizione la prima competizione con 19 nazioni in gara. La giuria per l’assegnazione del premio, la “Coppa Mussolini”, era ancora una bozza essendo costituita da alcuni esperti contattati dalla Biennale in accordo con l’Istituto Internazionale per la Cinematografia educativa. Già alla seconda edizione c’è il primo scandalo della rassegna. In “Estasi” di Machaty l’attrice appare in un nudo integrale. Anche per la seconda edizione si presenta Frank Capra con “Accadde una notte” ed i suoi fantastici attori Clark Gable e Claudette Colbert. I primi anni servirono per la messa a punto di quello che sarebbe stato il sistema che conosciamo noi oggi: giuria internazionale, cadenza annuale, presenza di grandi nomi del cinema internazionale e film d’eccellenza. Con gli anni ’40 e la guerra la rassegna conosce il suo periodo di minor splendore. L’ingerenza fascista elimina le pellicole meno adatte, sceglie, controlla e determina gran parte delle valutazioni del festival. È solo nel 1946, infatti, che la rassegna riprende a pieno regime nel sentimento di libertà ed internazionalità con cui era nata. La sede non è più il Palazzo del Cinema, sotto confisca degli alleati, ma la sala di proiezione San Marco. È un periodo cinematograficamente importante per l’Italia poiché fa la sua comparsa il Neorealismo, una corrente che avrebbe raccolto la gran parte dei film più significativi mai girati in Italia. È il tempo di “Paisà” di Rossellini, “Il sole sorge ancora” di Vergano o “La terra trema ” di Visconti. Con il ritorno alla normalità ritornano anche le star più glamour, i visi più amati ed i registi più affermati. Personaggi come Orson Welles, Jean Cocteau, Rita Hayworth e Anna Magnani calcano il suolo veneziano facendo crescere l’Italia. Gli anni ’50 segnano invece il momento migliore della rassegna. È infatti la giuria di Venezia a consacrare il cinema indiano e quello nipponico facendo nascere in tutto il mondo la curiosità per queste due nuove potenze nascenti della cinematografia. In Italia si produce molto, sono infatti approdati al grande schermo Fellini, Antonioni e Monicelli. I nuovi divi del panorama cinematografico a cavallo fra gli anni ’50 e ’60 sono più belli, sempre più alla moda e ancora più iconici: Marlon Brando, Brigitte Bardot, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Vittorio Gassman, Claudia Cardinale, Paul Newman, Kirk Douglas e Marcello Mastroianni. È proprio sulle nostre spiagge, inoltre, che avviene l’incontro fatale di una delle più travagliate storie d’amore di tutti i tempi: quello fra Maria Callas e Aristotele Onassis.

I più belli di Venezia: Gary Cooper, Brigitte Bardot, Kirk Douglas e Sophia Loren.
Alberto Sordi nel 1956, Ginger Rogers e Jacques Bergerac nel 1952, Sophia Loren, Vittorio De Sica e Silvana Mangano nel 1955 Sandra Milo nel 1956, Gina Lollobrigida nel 1954 e Kirk Douglas nel 1953.
Elizabeth Taylor ed Eddie Fisher nel 1960, Maria Callas ed Onassis con la giornalista che li presento Elsa Maxwell nel 1957
Star internazionali e nostrane affollavano negli anni ’60 il lido veneziano come Jane Fonda e Roger Vadim nel 1960 oppure Monica Vitti e Michelangelo Antonioni fotografati prima nel 1962 e nel 1963. Coppie sul set e nella vita accendevano la curiosità dei fans.
A Venezia arrivano personaggi molti diversi fra loro, differenti tipi di icone ed eccellenze: Paul Newman e Salvator Dalì nel 1961, Ernest Hemingway e Catherine Deneuve nel 1968.

Dopo un periodo di splendore una nuova fase storica terribile per l’Italia arrestò anche il mondo dell’arte. Nel 1968, infatti, grandi agitazioni politiche e sociali frenarono anche la messa in scena della rassegna che subì molte contestazioni. Per 10 anni dal 1969 al 1979 il festival si svolse senza assegnare premi e nel 1973, 1977 e 1978 addirittura non si tenne la kermesse.

Gli anni ’70. Mastroianni e Catherine Deneuve con la piccola Chiara, Bianca e Mick Jagger e Sean Connery.

Sembrava che la storia gloriosa del festival fosse finita quando nel 1980 tutto sembrò placarsi ridando nuova luce anche alla mostra. Il festival ormai divenuto Mostra Internazionale del Cinema si tenne e, grazie anche al nuovo direttore Carlo Lizzani, venne assegnato il premio ad esso legato, il leone d’oro. Sono gli anni di E.T. di Guerre Stellari, Gloria, il primo Indiana Jones, C’era una volta in America, Blade Runner, Zelig, dei primi film di Almodovar, dei primi grandi successi di Scorsese e delle ultime pellicole di Fellini. Gli ultimi venti anni sono storia più recente, indimenticata ed indimenticabile. Tante passerelle, film che hanno costruito il nostro modo di pensare e celebrità che si sono alternate a ritmo frenetico mentre il nostro tempo continuava incessantemente a cambiare.

Uma Thurman nel 1990, il cinema è cambiato e anche le icone sono diverse per aspetto e per potenza mediatica. I fotografi sono ormai ovunque.

A trionfare quest’anno in un clima meraviglioso, il cinema italiano, di nuovo in corsa per i premi, di nuovo grande anche a detta di una giuria d’eccellenza presieduta da Alexandre Desplat, con il solo italiano Verdone a fare da ago della bilancia. Vince la rassegna lo svedese Roy Andersson con “A pigeon sat on a branch reflecting on existence”che letteralmente significa “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza”. Un film impegnato e delicato che viene premiato dalla giuria così come vengono premiati gli attori Alba Rohrwacher e Adam Driver del film italiano “Hungry hearts” firmato alla regia da Saverio Costanzo. Altre immagini da mettere in memoria, altri momenti da ricordare, come ogni anno. Arrivederci Venezia, ci rivediamo alla fine della prossima estate!

Il film vincitore del festival: “A pigeon sat on a branch reflecting on existence” di Roy Andresson e “Hungry Hearts” il film italiano più premiato della rassegna!
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