New York Fashion week 2015 - Giorno #2

Il vero lusso ai giorni nostri consiste nell'essere giovani, belli e ancor meglio innamorati. Ad illustrarci le nostre ricchezze e le nostre mancanze attraverso la passerella è Rebecca Minkoff ispiratasi all'autobiografia “Just Kids” in cui Patti Smith parla del suo amore e della sua relazione con Robert Mapplethorpe. “Just Kids” è il riferimento principale dell’intera sfilata con accenni a Janis Joplin e Grace Slick. Un viaggio rock e allo stesso tempo intimo e romantico governato da tessuti pregiati come il camoscio ed il tweed. La magia di un’epoca consegnata al presente anche attraverso le frange di camoscio ad ornare i capi.

 

 

Rebecca Minkoff

 

 

 

La collezione di Jason Wu si articola partendo da un’idea di donna glamour, forte, seducente ma allo stesso tempo pragmatica. Alcuni tagli sembrano riportarci al classico sportswear americano simile a quello interpretato da Calvin Klein negli anni ’90. È l’incanto del glamour quotidiano, che si avvale di capi mutevoli e multifunzionali capaci di adattarsi alle esigenze di chi li indossa.

 

 

 

Jason Wu

 

 

Nicole Miller si è invece ispirata alla foresta per la sua sfilata concentrandosi sui suoi simboli, miti ed illustrazioni per descrivere una donna oscura e misteriosa. Orli piumati , applicazioni floreali , perline metalliche ed anche in questo caso frange in abbondanza con abbinamenti eleganti ed unici per alcuni modelli, azzardati e alle volte semplicemente improbabili in altri. Non emoziona neanche la collezione di Suno, che restituisce con semplicità e delicatezza contrasti di tessuti e volumi su tonalità scure. Elegante e glamour senza essere abbagliante e senza conquistare fino in fondo.

 

 

Nicole Miller
Suno

 

 

 

Carly Cushnie e Michelle Ochs hanno aggiunto  una gran dose d’eleganza ai loro abiti per la passerella newyorkese di quest’anno . La loro firma sempre simbolo di sex appeal si è arricchita con colori tenui come il lilla. Le trasparenze e la predominanza del corpo femminile sull'abito sono ancora intatti ma si riesce ad intravedere una delicatezza nuova rispetto al passato.

 

 

 

Cushnie e Ochs

 

 

Tra i capi più belli scesi in passerella quelli di Monique Lhuillier eleganti principeschi e sognati figli di una visione della moda meno street e più haute che coinvolge intrappolando in un gioco di ariosi tessuti, geometrie femminili e squisite scelte cromatiche. 

 

 

Monique Lhuillier

 

 

Fra le presentazioni degne di nota brilla su tutte, invece, quella di Kate Spade, presentazione migliore di molte passerelle della giornata che coinvolge con il suo carico di ironia e freschezza. La scelta di riprodurre il famoso Bemelmans Bar di New York, con tanto di pianoforte a coda e carta da parati creata da Michael McConnell ha reso la messa in scena ancora più accattivante. Una raffinatezza simbolo dell’etichetta che non smentisce con abiti fa cocktail morbidi ed eleganti e con il fiocco, simbolo del marchio più lussuoso che mai.  

 

 

 

Kate Spade

 

 

 

 

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