MFW SETTEMBRE 2015 - GIORNO 4

Capita raramente che la moda riesca ad educare alla bellezza andando al di là dell’abito, costruendo delle reti senso al di là dei simboli. E quando questo accade la moda diventa potente e grandiosa. E’ il caso di Antonio Marras che in ogni passerella mette in campo la sua capacità di guardare alle cose del mondo con un occhio incantato e fermo disegnandolo per l’infinito insieme che è. Quest’anno la passerella era ispirata ad una mostra in scena nel 2007 a Parigi incentrata su Paradzanov, regista, musicista e pittore di origine armena. Dedicati a lui i colori ossidati che prendono spunto dai metalli interrotti da brevi esplosioni di bianco, turchese e porpora. Drappeggi e sovrapposizioni di tessuto splendide per una passerella che va “contro il luogo comune, la banalità e l’uniformità”.

 

 

marras

 

 

Bella anche  la femminilità portata in passerella per la prossima primavera da Ermanno Scervino. Una donna non scontata, piena di delicatezza e romanticismo ma allo stesso tempo forte e decisa.  Molti gli abiti squisitamente artigianali che vantavano stili asimmetrici , plissè e differenti tipi di pizzo che dialogavano fra di loro creando dei look sensuali e chic.

 

 

scervino

 

 

Tomas Maier ha reso omaggio all’abbigliamento sportivo con una passerella primaverile che parla di una donna che vive all’aria aperta. Una serie di capi invitanti ed interessanti innovativi rispetto al brand ma che non si discostano dall’eleganza che contraddistingue da sempre Bottega Veneta. Per marchi così legati all’idea del lusso è difficilissimo portare in passerella capi da giorno sportivi senza creare uno spaesamento in chi guarda eppure la vasta gamma di abiti presentata da Maier univa bene le ispirazioni e i tessuti legati ad alcune attività all’aria aperta con le finiture d’alta gamma ed i ricami intrecciati tipici del brand. Risultato finale assolutamente positivo con la messa in discussione di quel che gli abiti da sera sono stati, sono e potrebbero essere.

 

 

bottega veneta

 

 

Ogni cosa è preziosa per Peter Dundas, che ha preso le redini come direttore creativo di Roberto Cavalli, dopo la vendita del marchio all’inizio di quest’anno. Un debutto quindi per Dundas che ha dichiarato più volte di voler dare a Roberto Cavalli un taglio più easy e più sportivo. Le nuove donne sono per il designer più libere e vogliono abiti che le rispecchino totalmente. Le stampe che hanno sempre contraddistinto il marchio si fanno allora digitali, gli animalier che abbiamo amato negli anni diventano murales, pittura, colore. Un punto di rottura che più che un omaggio alla donna Cavalli nel “past, present and beyond” è una vera e propria dichiarazione di rottura che non aiuta la valutazione.

 

 

roberto cavalli

 

 

Ci sarà da spettare la prossima stagione per capire davvero in che direzione Dundas porterà uno dei brand italiani più amati degli ultimi anni!

 

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