AltaRoma 2015

AltaRoma 2015 ha chiuso i battenti e come sempre, al termine di manifestazioni così importanti, si tirano le somme. Un bilancio che, a sorpresa, chiude in positivo quest’edizione che aveva rischiato di non aprirsi per mancanza di fondi. Alla fine di dicembre, infatti, era stata annunciata la chiusura della kermesse per la scelta del Comune di Roma di non sostenere più la manifestazione. Una notizia che aveva suscitato la mobilitazione di massa sui social media con la creazione di un hashtag dedicato: #iostoconaltaroma. Solo all’inizio dell’anno la regione Lazio si è decisa a stanziare una quota decretandone la partenza ad un mese dalla messa in scena.  Budget ridotto e tempi stretti non hanno però compromesso la qualità della manifestazione che anche quest’anno ha stupito con eventi interessantissimi e meravigliose sfilate.

 

 

#iostoconaltaroma, l'hashtag pensato dai social media per protestare contro la chiusura della kermesse per mancanza di fondi.

 

Una delle sfilate più interessanti è stata sicuramente quella di Luigi Borbone, con le sue creazioni eclettiche e ricchissime. La collezione pensata per AltaRoma è stata chiamata dal couturier “Pamela” perché  dedicata a Pamela Des Barres la prima leggendaria groupie degli anni ‘70. Diventata famosa per esser stata l’amante di Mick Jagger e Jimmy Page ma anche per aver inventato il brand Groupie Couture  Pamela Des Barres era una scrittrice ed una pittrice. Tre colori chiave per la collezione di Luigi Borbone: bianco, nero e rosso per descrivere una donna decisa e capace di scegliere cosa essere nel mondo. Una donna appassionata, trasgressiva e glamour capace di andare al di là dei formalismi che la società impone ed in grado di adattare l’Alta Moda ai contesti quotidiani.

 

 

Abito della collezione di Luigi Borbone dedicata a Pamela Des Barres, la prima leggendaria groupie degli anni ‘70.

 

 

Gattinoni ha invece proposto grazie al suo direttore creativo Guillermo Mariotto una collezione ispirata al cibo con una nuova linea lanciata per questa collezione “le joli panier”. Il messaggio della collezione è il vedere l’abito come un nutrimento anche in vista dell’expo 2015.  L’abito si fonde e si confonde con il cibo, in questa nuova collezione, diventando alimento a sua volta.  Gonne che richiamano origami giapponesi, e nuove nuances ispirate alla tavola come il ribes, il giallo olio (d’oliva), la cannella sfumata sui toni del caramello, il nero liquirizia ed il bianco panna. Fiori e frutta, orecchini e bracciali di pane con pietre dure impreziosiscono i look. Una visione dell’abito e della moda particolarmente ispirata, imperdibile.

 

 

Modello della collezione di Gattinoni ispirata al cibo.

 

 

Fra in nuovi designer Piccione.Piccione, vincitore di Who is on next 2014, che ha voluto per la sua collezione esaltare la sua terra d’origine, la Sicilia, a detta del couturier il suo vero ed unico portafortuna. Veri fil rouge della collezione le stampe, i colori rosso e nero della coccinella e la silhouette a forma di papavero che presta la sua forma anche alle gonne a corolla. Dettagli pregiati  seguono i motivi delle stampe impreziosendoli con discrezione, illuminando senza predominare sulla forma dell’abito.  Il fashion designer Salvatore Piccione si rivolge ad una donna molto consapevole della sua bellezza, che ama vestire con un tocco eccentrico e molto personale. Una donna audace e femminile che vive la sua vita da protagonista.

 

 

Abito della collezione di Salvatore Piccione dedicata alla sua Sicilia.

 

 

Renato Balestra si è invece lasciato ispirare dalla mitologia ed in particolare da Venere, la dea della bellezza nata dalla spuma del mare.  Per la sua collezione Primavera-Estate 2015 i colori dominanti sono quindi l’avorio pallido, quasi nudo, e l’azzurro evanescente. Molte rouches cercano di riportare alla mente la spuma marina mentre l’organza arricchisce di particolari i capi presentati. Gli abiti da cocktail sono invece pensati in  tulle per ricordare le nuvole.  Per il gran finale Balestra ha disegnato un abito da sposa in avorio davvero bellissimo.

 

 

Abito di Renato Balestra, dalla sua collezione completamente dedicata a Venere.

 

 

A far da sfondo alla manifestazione molti eventi interessanti fra cui assolutamente da menzionare “I vestiti dei sogni ” mostra organizzata per i soli giorni della manifestazione dalla scuola dei costumisti italiani per il cinema. Un percorso dalle dive del muto a “La grande bellezza” dedicata all'eccellenza italiana dei costumi  per l’industria cinematografica.  Prezioso anche “Mannequin”, un fashion show sulla personalità della modella organizzata da Maria Sophia Palmieri ed Eleonora Eutizi ed a completare il tutto la mostra Bellissima. L'Italia dell'alta moda 1945-1968 al Museo Maxxi, a cura di Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo e Stefano Tonchi .

 

 

 

“I vestiti dei sogni ” è la mostra organizzata, per i soli giorni della manifestazione, dalla scuola dei costumisti italiani per il cinema. Un percorso dedicato all'eccellenza italiana dei costumi per l’industria cinematografica.

 

Una edizione che lascia  dietro di sé tante polemiche ma anche un nuovo grande punto in comune: cercare di fare di Roma la città dei talenti emergenti. Ma forse per far questo bisognerebbe prima  riuscire a capire e credere un po’ di più nella capacità italiana di produrre capi di alta qualità, forse i migliori al mondo, e nell'avere la consapevolezza che se lasciamo uscire la moda dal nostro Paese buttiamo via un pezzo importante della nostra bellezza.

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